Keffiyeh Youth Center dopo gli attacchi dell'esercito israeliano

Ancora morti a Gaza, ancora violenze in Cisgiordania, ancora silenzio dall’Europa

Da ormai una settimana circa sono ripresi i bombardamenti sulla Striscia di Gaza. Il governo di Israele non ha voluto rispettare gli accordi del 15 gennaio, che avrebbero comportato l’ingresso nella seconda fase del cessate il fuoco il primo di marzo, che avrebbe comportato il ritiro delle truppe dalla Striscia, e a fronte di ciò, il rilascio degli altri ostaggi israeliani. Israele non avendo alcuna intenzione di abbandonare Gaza, ha incolpato Hamas di non aver accettato “un prolungamento della prima fase del cessate il fuoco”.

I bombardamenti iniziati il 17 marzo sono entrati nella storia di questo genocidio come tra i più efferati e spaventosi. Nel giro di due giorni Israele ha fatto oltre 400 morti, ma potrebbero essere molti di più.
Maysaa, Dina, Alaa (che mi riporta le notizie del marito e dei figli a Gaza) e Abdallah (il fratello di Maysaa) mi dicono che hanno paura, che il genocidio è ripreso, che non c’è posto dove andare, mi chiedono di pregare.
Come al solito Israele ha ricominciato quel terribile e macabro “gioco” di invitare le persone a spostarsi, a evacuare le zone che intende bombardare. Tutte zone che erano state dichiarate sicure, ovviamente.
Anche il rifornimento di aiuti umanitari è stato nuovamente fermato.

È notizia di ieri che Israele ha fatto saltare in aria l’ospedale oncologico, dopo averlo occupato per mesi e averne fatto una base militare.

Nemmeno 10 giorni fa le Nazioni Unite hanno pubblicato un nuovo rapporto in cui si afferma che Israele ha usato sistematicamente violenza sessuale, riproduttiva e di genere dal 7 ottobre 2023.

Anche dalla Cisgiordania la violenza nei confronti dei palestinesi continua ad aumentare in maniera esponenziale e indiscriminata.

Di seguito il comunicato preparato da Casa per la Pace di Milano circa uno degli ultimi attacchi contro uno dei centri con cui Casa per la Pace collabora da anni.

“Qualche giorno fa l’esercito israeliano ha fatto irruzione nella sede del centro culturale ed educativo Keffiyeh, nel campo profughi di New Askar, a Nablus, devastandolo senza alcun motivo. Sono stati sfondati muri, distrutti strumenti musicali e costumi di dabka (una danza popolare diffusa in diversi paesi arabi), calpestati libri e documenti. Un murale di Yasser Arafat è stato vandalizzato e le fotografie dei volontari del centro sono state strappate dai muri.

Il centro Keffiyeh offre attività educative e ricreative ai bambini e giovani del campo profughi. E’ gestito da una piccola associazione di volontariato, con la quale Casa per la Pace di Milano collabora da anni. Vogliamo aiutare il Keffiyeh centre a risollevarsi immediatamente, per poter tornare al più presto a svolgere la sua importante azione di aiuto e resistenza nel campo profughi di New Askar.

Chiunque sia interessato a contribuire con una piccola donazione, può farla effettuando un bonifico al seguente conto corrente
IBAN IT95G0359901899050188544906
Intestatario: Associazione Casa per la Pace
Causale: Donazione Keffiyeh Centro”

Come sempre vi lascio anche il link alla campagna per Maysaa, Dina e Alaa. Le donazioni sono ferme ormai da dicembre, quindi aiutatemi a diffonderla.

Help four families escape from Gaza and cure their children

Dall’Europa, intanto, continua ad essere assordante il silenzio E questo è tutto quello che mi rimane da dire sull’Europa. Il resto è pura retorica.

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